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venerdì 6 settembre 2013

Le freccette slovene. Zoran di Matteo Oleotto


Mariuccia Ciotta






Zoran il mio nipote scemo ha vinto il premio del pubblico Rarovideo della Settimana della critica alla Mostra di Venezia 2013, un brindisi all'opera prima di Matteo Oleotto e prodotto da Igor Princic dal gusto friulan-sloveno, complice la Zucker, pregiata ditta nata dal sodalizio di Cinemazero di Pordenone (le Giornate del muto) e il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine (Far East).


Finalmente fuori frontiera cinematografica, con il tocco alcolico di una docu-favola allergica all'illustrazione dell'oggi cinico e crudele, scritta in coro da Daniela Gambaro, Pier Paolo Piciarelli, Marco Pettenello e dal regista nato nel '77 a Gorizia, autore di corti, attore e tuttofare (mille i mestiere elencati, compreso la cura della sua vigna).


Commedia danzante con un magnifico Giuseppe Battiston nella parte del disumano Paolo, cattivo con gli anziani della mensa alla quale lavora di controvoglia, assillato dal corpaccione che si trascina al bancone di un'osteria-microcosmo di un paesino vicino Gorizia, disamorato di se stesso e innamorato della sua ex moglie.


Immagini “sporche”, battute surreali, il film si svincola dal format tv, e viaggia libero dietro la storia dell'imprevisto, Zoran, un ragazzino occhialuto e catatonico, il nipote quindicenne che una zia slovena gli ha lasciato in eredità. “Stai muto” gli dice appena quello apre bocca e decanta un italiano antiquato, appreso su libri classici che nessuno conosce. Zoran parla forbito e Paolo in uno slang pesante, l'uno è timido e gentile, l'altro è uno schiacciasassi, un bruto incallito. Due incompatibili, costretti a condividere qualche giorno della loro vita, fino all'affidamento del ragazzo a una casa-famiglia.





Zoran, però, incoraggiato da una coetanea attratta dal suo essere alieno, sfoggia una qualità nascosta, è un campione di tiro di freccette. Un fenomeno. E lo zio per caso decide di sfruttarlo per incassare i 60mila euro di un campionato mondiale.


Oleotto fruga tra i paesaggi della terra d'origine, leggero e libero, inventa personaggi da fumetto, strisce comiche e fuorischema. E' commuovente con la sua strana coppia, cocktail improbabile di umanità. Messa in scena di una seduzione. Promessa di un cinema “italieno”. Adesso è nelle sale e sta andando benino, è secondo dopo Checco Zalone nella classifica per media incassi e sta aumendo poco a poco il numero delle copie distribuite.