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martedì 8 settembre 2015

Anomalisa, il mondo (dis)animato di Charlie Kaufman


Mariuccia Ciotta

Venezia



Una buona “anomalia” festivaliera la presenza in concorso di Anomalisa, film d'animazione diretto da Charlie Kaufman e Duke Johnson, accolto da grandi consensi per il suo humour caustico e l'amaro ritratto di un mondo popolato da cloni, uomini e donne tutti uguali che portano in faccia i segni del disumano, maschere da robot, protesi dalle scanalature in evidenza, e un malessere totale espresso con gli stessi luoghi comuni, gli stessi riti, e le stesse stanze di albergo.

E' qui, in una camera standard di Cincinnati, hotel Fregoli (il romanzo ispiratore del film è di Francis Fregoli) che ha luogo la “pièce” interpretata da Michael Stone, voce di David Thewlis, mentre ogni altro personaggio, uomo o donna parla con il timbro baritonale di Tom Noonan. A parte Lisa, l'”anomalisa”, la ragazza uscita male dalla fabbrica di automi, che ha una cicatrice intorno a un occhio, è bassa, impacciata, legge i libri con l'aiuto di un dizionario, è uno “scarto” del sistema. Ma ha la voce leggiadria e musicale di Jennifer Jason Leigh. Così Michael Stone, moglie e figlio fatti anche loro con lo stampino, si incanta di fronte a lei che sa cantare le canzoni di Cindy Lauper e da otto anni non fa sesso. Lui è un ultra cinquantenne inquieto, a disagio con l'America di George Bush jr, è il 1995, e giunto a Cincinnati per una conferenza sul suo best-seller, tema il “customer service”. Tipo: sorridete quando siete al telefono, venderete di più. Almeno il 90% in più.

E' il mondo di Charlie Kaufman, sceneggiatore cult di Essere Malkovich, partner di Spike Jonze anche in Il ladro di orchidee, e soprattutto di Michel Gondry, per il quale ha scritto Human Nature e Se mi lasci ti cancello. Mondo mentale, mappa interiore, labirinto emotivo di antagonisti alla banalità del “ghiaccio in fondo al corridoio dell'hotel”, della conversazione con il tassista - “visiti lo zoo, assaggi il chili” - di una ex fidanzata rancorosa, di un paese omologato e alienante.

Il capovolgimento del “luogo più felice al mondo” lo ha ottenuto l'esponente della street art Banksy con la sua Dismaland, caricatura in nero dei miti disneyani, e perché no Charlie Kaufman, che ricorre all'animazione per visualizzare la triste storia di Michael Stone, un ometto stanco di se stesso, annoiato da tutto.

Solo che Kaufman (come Banksy) usa l'animazione come una stampella per il suo testo, ricorre all'arte delle creature inesistenti per illustrarlo. Non c'è un nome sopra il titolo per indicare l'autore dei disegni animati. Una leggera peluria ricopre le maschere dei personaggi, uno strato di simil-pelle per dare consistenza umana ai “burattini” , che procedono con leggeri scatti riconducibili alla stop-motion. Ma il passo uno appare del tutto al servizio dell'animazione digitale, anche perché in Anomalisa si cerca l'effetto realtà. Distorta, sì, eppure fedele a quel mondo consumato e consumista di Kaufman. Così che la scena di sesso tra l'anziano protagonista e la giovane Lisa è meticolosamente descritta nei suoi lati più goffamente “naturalistici”, un anti-erotismo perfetto. Cos'ha Lisa di così speciale? E' molto grata a Michael Stone per averla amata almeno una notte, non gli chiederà nulla e lo lascerà tornare nel suo recinto familiare. A casa, il grigio e tormentato addestratore di venditori porterà una bambola giapponese comprata in un sexy-shop, un automa più vivo dei vivi che spruzza sperma tra le mani del ragazzino furioso. La bambola dal viso spaccato a metà che intona una canzoncina presumibilmente oscena è un mistero al pari della scatoletta ronzante di Bella di giorno.

Se lo avessi girato con attori in carne e ossa ci avrei messo due settimane, invece ci sono voluti due anni” dichiara il regista di Anomalisa che promuove di certo un uso “adulto” del cinema d'animazione. Il fatto è che non esiste un cinema d'animazione per bambini.