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giovedì 22 agosto 2013

Miss Haji. Il sesso alieno è svanito


Roberto Silvestri

Il nome? “Me lo ha dato mio zio, un artista, pittore di nudi”.
Dove sei nata? “Sono solo una visitatrice qui. Non sono mai nata. In realtà non sono neppure una terrestre, sono qui di passaggio. Mia madre era un’abitante della terra e aveva altri figli, ma quando mio padre (che non credo fosse un terrestre) la sposò ‘io apparvi’. Sto ancora cercando di capire come ci si comporta da terrestre… sa, non sono mai stata a scuola”
(da una intervista di Jewel Shepard,  in Invasion of the B-Girls, 1992, Eclipse Books)
Haji, da non confondere con Hajji che per i musulmani è chi ha correttamente compiuto un pellegrinaggio a La Mecca

   La mia amica filippina. Se in questi giorni una ragazzina bionda di 15 anni che preferirebbe non andare mai a scuola, può insegnare a Kick ass, il timido ragazzo della porta accanto, come essere davvero un super eroe, cosa significa capire al volo cos’è giusto e cos’è sbagliato e maneggiare insieme sesso e violenza, con la punta di colore giusta nel rossetto o nel costume, e se Putin è così terrorizzato dalle Femen che lo fanno sentire terribilmente inadeguato e incurabilmente gay, molto lo si deve all’invasione delle b-girls e dunque a Haji, la go-go girl analfabeta dell’apocalittico fumetto (pre-Crash) Faster, Pussycat! Kill Kill! e all’intero ‘Mondo Russ’.

Lei e un gruppo di umoriste sessantottine americane, ma molto miste, cioè ragazze contemporaneamente ‘bionde brune rosse nere e gialle’, attrici libere e lisergiche, spregiudicate e sessualmente onnivore, dislettiche rispetto alla cultura dominante, femministe drastiche fino alla dolcezza panteista del jet kune do, e con un pezzo di cuore nei tre mondi, hanno inciso irreversibilmente la nostra fantasia e i nostri desideri, in una serie di b-art film sconvolgenti (che aspettiamo ancora di vedere in prima serata tv) e hanno capovolto negli anni 70 ruoli, schemi simbolici, trucco, moda, look e immaginario, rompendo la disciplina patriarcale e bloccando la catena di montaggio dell’inconscio collettivo, ‘che è una fabbrica, non un teatro’, come scrive Deleuze.  Si fa vera lotta di classe, là dentro.

Haji in Motor Psycho di Russ Meyer (1965)
Sarà per questo che la notizia che riguarda Haji, prematuramente scomparsa in questi giorni nella sua casa di Malibù, è stata tenuta così bassa, quasi ignorata e distrattamente dimenticata o sepolta dai media puritanissimi tra un ozio estivo e un tremore esagerato per la caduta di alcuni governi fondamentalisti (Morsi o Letta). Speriamo in un fuori orario o in uno stracult prossimi venturi.  Anche perché era stata appena inserita nelle 1000 donne più glamour del secolo scorso....(Steve Sullivan's Glamorous Girls of the Century).

Invece. Ambientalista militante, naturista drastica, animalista sfrenata, casting director, body-painter psichedelica, assistente alla produzione, truccatrice, adescatrice di star, costumista, ufficio stampa, sceneggiatrice…ma soprattutto attrice canadese di origini metà britanniche e metà filippine e di alta, accademica, spogliarellistica tecnica ‘camp’. Una sorta di Bruce Lee che si immedesima in tanti animali della foresta e acquacei differenti per entrare nella parte, che poi è sempre un certo tipo di lotta. Sul set di Good Morning!...Goodbye in cui Haji è The Catalist, un personaggio piuttosto mistico, pura espressione della libido femminile e della foresta vivente, ci fu proprio un battibecco con Russ perché lui voleva solo inquadrare tette e culi mentre lei avrebbe desiderato migliorare la scena con l'uso di serpenti più voluminosi.... E ovviamente aveva ragione lei... (che dette pure il titolo al film).. 
Haji in Faster, Pussycat! Kill Kill

La diabolica ‘Rosie’ del trio elettrico di Faster, Pussycat! Kill Kill!, quella coi pantaloni lunghi scuri e la maglietta bianca con due righe asimmetriche orizzontali sui capezzoli, la maneggiatrice di coltello, l'amante lesbica della protagonista bisessuale Varla, interpretata da Tura Satana. insomma in un solo piccolo nomignolo Haji, la regina erotico-esotica di Russ Meyer, la killer più odiata dal macho crepuscolare, è morta il 10 agosto scorso a 67 anni. Attrice unica. La sua caratteristica? Non sapeva leggere. Ma imparava tutte le sue battute a memoria. E buttava nella parte un’energia straordinaria, un vulcano in eruzione, durante le riprese. “Proprio come Ruth Gordon”, si vantava Haji.

Alter ego di Russ Meyer, il Disney del nudo, fino alla scomparsa del suo regista feticcio, nel 2004, Haji, una attrice esibizionista (però mai totalmente nuda) e donna estremamente misteriosa, è stata oltre che una bellezza schermica supersonica, e la parodia della bellezza schermica supersonica, vita zero seni mille, testa e cuore ventimila, l’indispensabile angelo della pre-produzione, perché,  assieme alla superstar Ushi Digard, contattava personalmente nei camerini le showgirls più giovani e rigogliose scoperte dal ‘Fellini del softcore’, dall’ ’Eisenstein dei sex-movies’, come lo chiamava John Waters (così accadde per la protagonista di Pandora Peaks, scovata nell’est europa post comunista) per scritturarle nei Meyer soft-movies. "Adoravo Russ, un vero gentiluomo. Un professionista. Non dovevi certo preoccuparti che alle 4 di notte ti bussava alla porta...".


La notizia della morte è stata data ai mass media dall’attrice chicana Francesca Isabel "Kitten" Natividad, amica e collega nella Russ Meyer’s Factory, sulla sua pagina Facebook, senza specificare le cause della morte. Haji lascia una figlia, Cerlette, avuta minorenne. Non si è mai sposata. "Peccato, mi piace fare la casalinga e occuparmi del giardino. Ma non ho mai trovato l'uomo giusto. Mia sorella dice che sono lesbica, ma non è vero. E' che è così diffiicle trovare uno che che ti gironzoli sempre attorno....".

Il look asiatico. Capelli corvini, come la ‘nativo-nipponica’ sputauomini Tura Satana, lineamenti asiatici, naso più lungo del canone hollywoodiano, ma non lo ha mai corretto chirurgicamente, esplosa subito, nel capolavoro di femminismo selvaggio che Meyer realizzò del 1965, lo stesso anno dell’esordio,  Motor Psycho (1965), nel ruolo di Ruby Bonner. Farà con Russ anche Good Morning…and Goodbye! (1967), Beyond the Valley of the Dolls (1970), dove era, in un cameo, Cat Woman e Supervixens!, nel ruolo di Super Haji, mentre un altro regista estremo come Meyer, John Cassavetes, la vorrà nel 1976 in L’assassinio di un allibratore cinese, nel ruolo di… Haji., permettendole di improvvisare completamente la parte.
Barbarella Catton (questo il suo vero nome) era nata, o meglio apparve, a Quebec City (Canada, Quebec) il 24 gennaio 1946 e, a 14 anni, è diventata una professionista di burlesque dancing (a 147 dollari la settimana:"che bello stare tutte nude ed essere addirittura pagata per questo!"), piuttosto coraggiosamente data la minore età, specializzandosi poi nella danza del ventre e in numeri dal fascino magnetico-esotico (come si vedrà nell’apparizione della strega silvestre di Good Morning… and Goodbye!, remake di Lorna) ma odiava gli uomini che le mettevano le mani addosso per ficcare la mancia nel costume. Trasferitasi in California per lavorare nei topless night viene scoperta, molto probabilmente al The Loser (Cienega Boulevar, Los Angeles), dal cineasta Russ Meyer, ex fotografo di guerra e di Playboy e pioniere del nude-movies americano. La proposta la lasciò di stucco. Non solo non aveva mai recitato ma era terrorizzata dal fatto di dover leggere un copione. Per fortuna il suo ragazzo di allora, che era un attore, l’aiutò e così vinse il provino e la richiamarono per girare un dramma super-violento, post Vietnam, Motor Psycho (di cui Faster, Pussycat! Kill Kill! sarà la versione 'all women').
Faster, Pussycat! Kill Kill!. Non c'è attrice con la quale Russ Meyer abbia lavorato più volte, neanche Kitten Natividad

Russ Meyer, filmaker totalmente autonomo e indipendente, aveva escogitato un buon sistema per realizzare film tutti suoi, che non dovessero dipendere dai capricci dei produttori: "Utilizzavo come attrici solo le ragazze del mese di Playboy. Perché? Perché costavano poco e inoltre tutti le conoscevano. Non sanno recitare? Perché altre donne capaci di furoreggiare sulle copertine dei giornali, come Soraya o Sophia Loren, sanno recitare?"  

Quale sarà alla fine il ruolo di Russ Meyer all’interno della storia del cinema? "Lo stesso - ci assicurava il critico chicagoan Roger Ebert - di Chantal Ackerman, Sergej Eisenstein, Jean-Luc Godard, di Mark Rappaport e degli altri strutturalisti radicali. Basta saper guardare oltre le tette grosse".  

Maria Manina e le congas. Dopo aver abbandonato il cinema dagli anni 70, Haji era tornata sul set nel 2001 in The Double-D Avenger di Lazar Saric (nel ruolo di Hydra Heffer), e due anni dopo nel video di William Winckler Killer Drag Queens on Dope, con un personaggio chiamato Moonji, al fianco di due divinità dell’Olimpo Meyer, Kitten Natividad e Raven De La Croix.
Hajo "The Catalist" in Good Morning...Goodbye 

Completano la sua filmografia Bigfoot di Robert F. Slatzer (1970), dove è…Haji; Up your Alley di Art Libermann (1971), Wham! Bam! Thank You, Spaceman, in Italia Incontri erotici del quarto tipo (1975) di William A. Levey, dove si chiama Maria Manina; il profetico Ilsa, Harem Keeper of the Oil Sheiks di Don Edmonds (in Italia Ilsa la belva del deserto), è Alina Cordova alias Haji Cat; The Amorous Adventures of Don Quixote and Sancho Panza (Le avventure erotiche di Don Chisciotte e Sanzo Panza) di Raphael Nussbaun (1976), è Cybel; Hughes and Harlow: Angels in Hell di Larry Buchanan(1978), qui è Laura. E Demonoid: messanger of death di Alfredo Zacharias (1981), dove è Angela. Tra una parte e l'altra della sua carriera ha lavorato con Charles Hagen, costruttore di Shopping Malls, come ufficio stampa. Peccato non fece mai western. Era il suo grande sogno, assieme a quello di suonare le congas in qualche film di atmosfera 'latina'. Ma siccome non è mai nata non è mai morta. La ritroveremo prima o poi all'O.K.Corrall a fare la Clint Eastwood femminile o in un Roberto Rodriguez a esibile tutta la felicità e il dramma della vita in un solo corpo pieno di fluxus. .