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venerdì 21 giugno 2013

Comunismo e astronomia alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro 49



Roberto Silvestri 

Frederick Wiseman garante, in selezione ufficiale, ma non in concorso, a Cannes 2010 si ebbe la "prima" mondiale di Nostalgia della luce coproduzione internazionale (Cile, Spagna, Sundance, Francia, Germania: sempre distratta l'Italia) mozzafiato e commuovente,  firmata da Patricio Guzman, regista della leva Salvador Allende, che al colpo di stato fascista di Augusto Pinochet, e ai 35 mila torturati, ai 3000 uccisi e al milione di esiliati ha dedicato la sua vita di documentarista di profondità (La battaglia del Cile, 1976; La memoria ostinata, 1997; Il caso Pinochet, 2001; Salvador Allende, 2004). Strano. I due nemici Allende e Pinochet erano entrambi di lontane origini basche...

Il film è adesso la punta di diamante, o meglio la mosca bianca, della retrospettiva, che si apre domani sera alle 21.45, in piazza, con No di Pablo Larrain, dedicata dalla Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro numero 49 al cinema cileno di oggi, quello del XXI secolo, che si è messo alle spalle il poder popular, i camionisti furibondi, la presidente 'generale' Bachelet e perfino il movimento studentesco anti global.

Il documentario, di 90', verrà proiettato al cinema Sperimentale martedì 25 alle ore 15. Merita un viaggio a Pesaro. Tre ore di treno da Roma. Perché del Cile che scuta, nelpassato e nel futuro, tratta.  
E sono tre, un luogo, un tempo (ma il presente esiste?) e una facoltà fertile (la «memoria», come forza di gravità del vivere), i protagonisti di questo film sui desaparecidos, i prigionieri politici fatti sparire dall'esercito golpista «di immacolata tradizione democratica» perché comunisti o peggio, e sulla ostinata guerra degli eredi per fare giustizia, scoprire i cadaveri e far pagare i macellai responsabili: «Siamo la lebbra del Cile, una seccatura per questo nostro paese moderno che vuole dimenticare», dirà Victoria, una delle «mamme di Calama», ormai settantenne, ma che non vuole morire se non dopo aver ritrovato i resti di suo figlio che cerca, prima segretamente e poi provocatoriamente, dal 1979.

Primo protagonista è l'immenso deserto cileno di Atacama (l'unica «zona marrone» della nostra arancia blu, perché il tasso di umidità è zero) che è sede, proprio dal 1976, sull'altopiano di 3000 metri del Paranal, dei più potenti radiotelescopi del mondo, compreso il Vtl, Very Large Telescope, Gemini e La Silla, che misurano l'età e la conformazione delle stelle, compreso l'astro più antico dell'universo e che hanno iniziato funzionare proprio mentre Pinochet veniva arrestato a Londra, poi estradato in patria e giudicato dai tribunali. La trasparenza del cielo permette laggiù di scrutare perfettamente i confini dello spazio siderale e di indagare sulle origini della vita, sui buchi neri, sul Big Bang, per esempio, e sul perché le stelle e le nostra ossa siano formate dall'identica sostanza, il calcio.
 
Con la stessa passione degli astronomi, che sono un po' gli archelogi, i geologi e i paleontologi dello sguardo, perché catturano e studiano luci emesse 13.200 milioni di anni luce fa, e che considerano per questo il «presente impossibile» o almeno improbabile, attorno ai giganteschi telescopi rivolti verso il cielo, e alle vestigia di graffiti rupestri di milioni di anni fa, decine di donne, di parenti di desaparecidos, volgono gli occhi da decenni verso il basso, cercando nella sabbia che conserva intatte mummie del paleolitico, i resti, intatti o in pezzi, dei loro cari che venivano sepolti lì (o gettati in mare) dagli sgherri neoliberisti. Il neoliberismo infatti ha contribuito così, con queste magie e prestidigitazioni, alla crescita e allo sviluppo e alla crescita dell'umanità (più si uccidono comunisti più il Pil aumenta, come avevano intuito fin negli anni 60 i veteroliberisti indonesiani).

Così vengono rinvenuti via via, simultaneamente, corpi trucidati nascosti con destrezza affinché fossero introvabili e corpi celesti extragalattici, buchi neri e teschi bucati di pallottole, fosse comuni e Gliese 581, l'exopianeta che potrebbe possedere l'acqua in forma liquida e forse la vita... Osservano anche loro, le donne, il passato, per meglio conoscere il tempo presente e il tempo futuro. Senza memoria, il calore del nostro corpo, la forza di gravità della nostra esistenza, non si esiste. E ci si chiede come ha fatto questo paese, dopo 18 anni di dittatura a rivoltare, pochi mesi fa, un presidente di destra, Sebastian Piñera, rischiando un ennesimo «buco nero» democratico...Lo spiega benissimo No di Pablo Larrain, eccitante sì alla televisione e alla pubblicità, che possono essere formidabili strumenti democratici e indiretta critica anche ad Allende, al Mir, e alla sinistra sabipoda e trinariciuta che fu incapace (nonostante Raul Ruiz) di capirle, amarle e domarle.