Si è verificato un errore nel gadget

martedì 1 luglio 2014

Mondiali di calcio in Brasile. Una mutazione genetica. Il soccer primo sport mediatico d'America

Roberto Silvestri
Los Angeles



Il calcio nel nord America sta superando, come affare pubblicitario e mediatico, dati alla mano, il basket e il baseball. E si avvia a diventare il primo sport televisivo in assoluto.... Forse gli Stati Uniti, tredicesimi nella classifica Fifa, tra poco piu' di un'ora non ce la faranno con il Belgio, undicesimi nella classifica Fifa, favoritissimo dopo un girone di qualificazione stradominato. Ma anche se sabato prossimo la coriacea equipe di Jurgen Klinsmann non affrontera' l'Argentina di Messi, nei quarti di finale dei mondiali brasiliani che esprimeranno le accoppiate dell'8 e 9 giugno (Germania, Brasile, Olanda e...), il calcio nordamericano maschile avra' gia' vissuto, sui campi e fuori, il suo momento magico.
Jurgen Klinsmann
I dati di ascolto televisivi hanno superato quelli della finale Nba e delle World Series. 25 milioni di spettatori si sono collegati con Espn, Univision (il canale in lingua spagnola) e le varie applicazione internet per seguire il match Usa-Portogallo. Un recordo che, dati della Nielsen, e' stato superati dall'incontro Germania-Usa e sara' stracciato tra poco. Non ha superato 15,5 milioni di telespettatori la finale del campionato di basket e 15 milioni le world series di baseball. Cifre impressionanti, anche se i mondiali si svolgono solo ogni 4 anni. L'America ha ritrovato, comunque, la febbre perduta per il futebol.

Clint Dempsey 
Certo, merito della popolazione latina in grande crescita. Rappresenta oggi il 17% del totale, erano il 10% 20 anni fa. Dato ancora piu' importante il movimento calcistico giovanile. Tre milioni di praticanti oggi, 100 mila nel 1970. Inoltre un'ora sola di differenza di fuso orario con Rio de Janeiro ha facilitato la visione delle partite a New York, rispetto alle sei ore di differenze con il Sudafrica e alle 11 con la Corea del sud, nel 2002. Infine. Oggi il 77% degli utenti televisivi posseggono schermi ad  alta definizione. Erano un terzo in meno 5 anni fa.

Alexi Lalas, oggi
Bisogna aggiungere che le riprese delle partite non hanno mai patito quelle mitragliate di spot pubblicitari che approfittano sadicamente della struttara frammentata degli altri sport. Neanche uno spot. E questo deve aver avuto un effetto shock e subliminalmente piacevole per gli spettatori, soprattutto per quelli poco abituati al calcio. 

Da 20 anni rinata, la Major Soccer League ha conosciuto un lento ma crescente aumento di popolarita'. Tanto che alle nove di mattina perfino Italia-Uruguay era seguita al Fox and Hounds bar di Studio City da una trentina di spettatori, neanche 'etnici', secondo il Los Angeles Times.  Molto informate e in stile anglosassone le telecronache (certo piu' pittoresche quelle latine, ma altrettanto tecniche). Rispetto alla nostra Rai e a Sky e' molto piu' limitato l'uso del repley e un po' esagerato lo spazio concesso alle riprese in sky-cam con le sue deformazioni spaziali spettacolari e suggestive ma poco rigorose. I programmi di commento alle partite sono molto ben fatti, e tra gli esperti sono stati chiamati campioni come Michael Ballack e Alexi Lalas (capelli ormai tagliati), acuti, colti e spiritosi.
Insomma e' passato cosi' completamente, e finalmente, quel fastidioso complesso di inferiorita' della nazionale maschile (composta di nomadi e girovaghi, come molte altre equipe) rispetto al calcio femminile. E' stato, grazie a Rio 2014, come tornare ai mitici anni venta e trenta del secolo scorso e della Usfa, quando - prima che la grande Depressione e certe gravi incomprensioni con la Fifa, e relative espulsioni temporanee, sfasciassero tutto - il calcio americano era tra i piu' grandi del mondo e popolare quanto baseball, football, basket e hockey su ghiaccio.
Furono terzi gli statunitensi ai primi campionati mondiali di calcio del 1930, in Uruguay. E in quella occasione gli Usa batterono guarda caso proprio il Belgio per 3-0, nella prima partita in assoluto dei mondiali. E poco dopo il Babe Ruth del soccer, Bert Patenaude, segno' la prima tripletta in un mundial, quella con la quale regolo' il Paraguay. Bei tempi. Poi, per 40 anni, il buio... Ma oggi in California non c'e' caffe', pub, bar e perfino piazza che non abbia allestito i suoi mega schermi per seguire gli incontri, per quanto si svolgano alle 9 e alle 13 di mattina. Cosi' a New York. Ma anche nel profondo middle. 

Nonostante la bella stagione dei Dodgers, qui tutti parlano solo di soccer. Le pagine sportive dei giornali e dei telegiornali hanno dedicato al morso di Suarez o all'elimiazione del Messico piu' servizi che alla Williams fatta fuori a Wimbledon. Omar Gonzales, dei Galaxy, e' forse addirittura piu' amato oggi, di Adrian Gonzales, il numero 23 dei Dodgers. 

Inoltre.  200 mila sono stati i biglietti acquistati dai tifosi americani, una cifra che supera di gran lunga quella di qualunque altro esercito di spettatori nazionali europei, asiatici e perfino sudamericani, disposti a pagare da 3000 a 6000 dollari per essere presenti in Brasile alla Coppa del mondo. Certo, gli yankees e i rednecks hanno molti piu' dollaroni degli altri. Ma molti torneranno a casa anche se gli Usa passeranno ai quarti. La crisi morde ancora. E anche i pochi giorni di ferie... 

A giudicare dalle cronache sportive i brasiliani poi hanno anche superato l'istintiva, atavica e piu' che giustificata, diffidenza nei confronti degli amerikani. Circondata, a Manaus, a Natal, a Recife, dal calore indemoniato e pittoresco di decine di migliaia di tifosi camuffati da Wonder Woman, Captain America, cow-boys o lottatori di wresting (“era il sogno della mia vita intonare l'inno nazionale assieme a un intero stadio, e che cio' sia accaduto in Brasile, e' ancora piu' estasiante” ha commentato Michael Bradley, dopo il match con il Ghana, ancora con un groppo alla gola) la nazionale di calcio e' coresponsabile di un altro record, che fa affermare, con cognizione di causa, a Klinsman, l'allenatore tedesco degli Usa, che ormai “possiamo battere chiunque”.   

E' il record dei twitter nordamericani. i rigori dopo i supplementari di Cile-Brasile hanno scatenato una attivita' sui social media superiore a quella del febbraio scorso alla fine del Superbowl, 389 mila twitter. Mentre quando i Denver broncos hanno vinto il Superbowl il traffico twitter ha solo toccato le 382 mila unita'. Pero' l'intero Superbowl ha scatenato 24,9 milioni di twitter, contro i 16,4, record finora dei mondiali, toccato sabato scorso.