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mercoledì 4 dicembre 2013

Questa sera su Raitre alle 23.20. "Con il fiato sospeso", l'eco-horror di Costanza Quatriglio










Anna Balestrieri in "Con il fiato sospeso"


La ricerca in Italia non solo non è aiutata, ma è addirittura condannata a morte. Dopo la prima alla "Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia" (fuori concorso) "Con il fiato sospeso" il mediometraggio di Costanza Quatriglio, con Alba Rorhwacher, sarà trasmesso su Rai Tre questa sera, martedì 7 gennaio, alle 23.20. E' vero, l'orario è incongruo. Sono ancora intossicati dall'Auditel i programmisti Rai. Ma si vogliono disintossicare. Perché il film proprio di inquinamento e crimini ambientali, chimici e farmaceutici tratta.


Nel dicembre 2008 la magistratura ordinò la chiusura dei laboratori di chimica alla facoltà di farmacia dell'università di Catania, dopo il ritrovamento del memoriale del dottorando Emanuele Patané, morto di tumore al polmone nel 2003. Nel diario il ventinovenne denunciava, tra l'altro, le condizioni insalubri dei locali, non idonei alla ricerca scientifica.


Un processo tuttora in atto vede imputati i vertici della facoltà per inquinamento e discarica non autorizzata. Vincitore del premio "Gillo Pontecorvo - Arcobaleno Latino", il film è il frutto di una lunga documentazione che mette in luce l'obsolescenza di strutture preposte alla ricerca oltre all'amara constatazione della ricattabilità in cui spesso vivono gli studenti universitari.











Mariuccia Ciotta

Scie verdastre fuori fuoco, geroglifico di filamenti, liquame cangiante che invade lo schermo, Con il fiato sospeso entra nella “bolla” infetta di un film di fantascienza, quel genere sui mostri cresciuti nei fiumi inquinati dall'industria farmaceutica. Ma i 35' di Costanza Quatriglio (L'isola, il mondo addosso, Terramatta) non parlano dei piranha mutanti di Joe Dante né degli esperimenti del Dottor Moreau, lo schermo si corrode nell'acido di immagini uscite dalla realtà, la storia di Emanuele Patanè, giovane dottorando alla facoltà di farmacia, università di Catania, morto di cancro ai polmoni nel 2003, contaminato dai vapori tossici del laboratorio. 
 
Quatriglio vede attraverso il vetrino del microscopio, filtra i fotogrammi negli alambicchi e nelle fiale - effetto acquario con i volti distorti degli studenti - e punta l'obiettivo sul primissimo piano di Alba Rohrwacher, quasi una sensitiva in collegamento con l'aldilà. I suoi occhi ci guardano oltre la cortina dell'obiettivo e producono la vertigine del cinema preso in flagranza di realtà. 
 
Alba Rohrwacher
 
La regista, che viene dal corto e dal documentario, maneggia bene i fuori-formato e fa entrare in collisione materiali eterogenei, schegge di concerti, flash di esterni vuoti e malinconici, vere fotografie di Emanuele in ospedale, intubato, ripreso dal padre che non può credere alla fine. 
 
Rohrwacher nella parte di Stella, studentessa aspirante farmacista, è stupefacente nel racconto spezzato di una living dead, sopravvissuta alle esalazioni venefiche del laboratorio di chimica, testimone e interprete delle memorie di Emanuele che scrisse un diario sulla sua malattia.
Incursioni di qua e di là del confine tra documentario e narrazione, Con il fiato sospeso è un poemetto accompagnato dalle note punk-romantic-blues dei Black eye dog suonate e cantate da Anna (Balestrieri), amica di Stella (abitano insieme), esponente del Mundo Civilizado di Luca Guadagnino, docu-film sulla scena musicale di Catania. La musica piena di suspense di Paolo Buonvino fa da doppia pista sonora. 
Costanza Quatriglio e Alba Rohrwacher
 
Stella si addormenta con la faccia e la gola in fiamme dopo una giornata in laboratorio e ascolta Stella dal ciuffo color granoturco esercitarsi con la sua band. Due strade divergenti, lei crede nell'università, nei professori che garantiscono la non nocività dei fumi alchemici, l'altra invece è fuggita dalle istituzioni e ha scelto i suoni indie.
La voce off di Michele Riondino corre parallela alla “confessione” di Stella, ai suoi flash visivi di gorghi liquidi versati nel lavandino senza precauzione, e che arriveranno ad avvelenare le falde acquifere. 

Anna Balestrieri
Nel 2008 sono stati posti i sigilli al laboratorio di Catania e i vertici della facoltà messi sotto processo (ancora in corso) per discarica abusiva e inquinamento ambientale. Il memoriale di Emanuele ha fatto da detonatore, e a lui il film è dedicato, ma non solo, altri studenti sono morti, contagiati da amianto, mercurio, zinco mentre sognavano di contribuire alla ricerca medica.
Tutto scritto nei lineamenti di Alba Rohrwacher, Con il fiato sospeso, applaudito alla Mostra di Venezia, si espande in un mondo onirico, trasparenze ultraterrene, dove lo spettro di Dickens indica i colpevoli, e le vie di fuga.

Il film è stato proiettato al cinema Ambra della Garbatella di Roma il 4 dicembre nel corso di Arcipelago del cinema italiano, fuori concorso, alla presenza della regista. 
"Con il fiato sospeso" alla Mostra del cinema di Venezia 2013